Viaggio tra le squadre che hanno chiuso imbattute un campionato di massima serie. 3° puntata: Italia (terza parte; 2000-2012)

Il 14 maggio 2000 mentre la Juventus sta affogando a Perugia, a La Spezia il match per tra la compagine di casa e la Rondinella Impruneta finisce a reti inviolate. Scorrendo gli altri risultati della 34° giornata di C2/A potrebbe essere stimolante raccontare il match di calcio-tennis Castelnuovo Garfagnana-Mantova, terminato 6-4 per i padroni di casa, e invece quello 0-0 in terra ligure è di gran lunga più importante perché permette ai bianchi spezzini di terminare imbattuti il campionato. Guidato da Andrea Mandorlini, lo Spezia chiude infatti con 21 vittorie, 13 pareggi, 52 gol fatti e 17 subiti e l’immancabile promozione diretta in C1.
Nessuna squadra ha mai portato a termine un campionato cadetto senza subire sconfitte e, prima dei liguri, solo la Comense nel 1929/30 e il Livorno nel 1983/84 ci sono riuscite in Serie C o campionati a questa assimilabili1. Ma il vero record è che i bianchi dello Spezia sono i primi, dall’avvento dei tre punti in Italia, capaci di terminare senza sconfitte un campionato italiano non dilettantistico. Un record che diventa per i liguri un vanto calcistico, inferiore per importanza solo alla vittoria nel campionato di guerra del 1944, anno in cui anche quello che sarebbe diventato il Grande Torino si inchinò ai Vigili del Fuoco Spezia.

I tre punti hanno, infatti, costretto le squadre a cambiare il modo di approcciarsi alla partita. Anche in Serie A il numero dei pareggi è calato, quello delle sconfitte delle grandi fatalmente aumentato. Da quando poi il regolamento UEFA permette anche a chi è arrivato l’anno prima quarto a 16 punti dalla vetta di partecipare e vincere la Champions League e incassare tanti diné, il campionato è meno importante. Per di più il massimo campionato dal 2004 torna a 20 squadre e allora davvero solo una stagione fuori dal comune può consentire a una società di terminare il campionato imbattuti.
L’Inter di Roberto Mancini ci va vicino nella strana stagione 2006/07, quella del dopo Calciopoli. I nerazzurri sbaragliano la concorrenza, vincono 17 partite consecutive tra l’8° e la 25° giornata e, quando il traguardo dell’imbattibilità è a portata di mano, perdono in casa contro la Roma il recupero della 20° giornata.

Riesce, invece, nell’impresa la Juventus di Antonio Conte annata 2011/12, per la quale “senza sconfitte” fa rima con “senza coppe europee”, come per il Milan 1991/92. E non può essere un caso.
Qualche turno di coppa in meno aiuta la concentrazione e la forma fisica in campionato, perché al di là delle qualità di singoli come Buffon, Pirlo, Chiellini o Vučinić, al di là delle belle sorprese Vidal e Marchisio, sono forza del gruppo, concentrazione e forma fisica le armi vincenti della Juventus 2011/12 e i tanti scontri diretti con le altre grandi rimessi in piedi o vinti nell’ultima mezzora lo dimostrano. La stessa partita di San Siro col Milan viene ripresa per i capelli nel finale grazie a un gol di Matri, cecità di Tagliavento a parte che sull’1-0 per i rossoneri non si accorge che Buffon respinge ben oltre la linea di porta un tiro di Muntari. Certo 14 pareggi nelle prime 28 partite sono un pesante fardello nel regno dei tre punti, ma i trentuno punti fatti nelle ultime 11 giornate riportano lo scudetto a Torino sei anni dopo l’inutile festa del 2006. La Juventus chiude così con 25 vittorie, 13 pareggi, 68 gol fatti e 20 subiti. La striscia di imbattibilità in campionato si fermerà alla giornata 11 del campionato successivo dopo 49 partite, nove in meno di quelle inanellate dal Milan di Capello.

Unico neo per i bianconeri l’aver giocato l’ultimo match della stagione, la finale di Coppa Italia contro il Napoli, senza quella dovuta concentrazione e senza capire che vincere o giocarsi ai rigori quella partita avrebbe significato chiudere l’intera stagione imbattuti, impresa che nessuna squadra è ancora riuscita a portare a termine da quando esiste la serie A. Cavani e Hamšik hanno bloccato la Juventus all’ultimo ostacolo come fecero i rossoblù Gren, Frizzi e Carapellese con  i viola nell’ultimo quarto d’ora della stagione in un Genoa-Fiorentina di 56 anni prima.

federico

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